Zona Industriale Alto Friuli

Cenni storici della Zona industriale dell’Alto Friuli

Il Consorzio per lo sviluppo industriale ed economico della zona Pedemontana Alto Friuli (Cipaf) è nato nel 1966 con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo economico e sociale dell'area pedemontana e nord collinare attraverso la realizzazione a Rivoli di Osoppo di uno dei grandi agglomerati industriali previsti dal primo piano economico di sviluppo e urbanistico regionale.  Tra gli obiettivi di allora il contrasto ai flussi migratori verso i più ricchi mercati di lavoro nazionali ed europei. 10 anni più tardi, nel 1976, il Cipaf è stata l’area industriale maggiormente colpita dal sisma. Ma la capacità di evoluzione e di reazione  è stata allora pari e superiore alla forza distruttrice del terremoto. Oggi come allora ha mantenuto intatto quello spirito combattivo che lo ha portato ad essere esempio a livello nazionale.

L’area industriale Alto Friuli oggi

Attualmente l'area Alto Friuli, forte di una superficie di oltre 3 milioni di metri quadrati di superficie, 46 imprese insediate e 1.850 persone occupate, rappresenta dunque uno dei cuori pulsanti dell’economia friulana: alle aziende insediate vengono offerti servizi all’avanguardia in grado di soddisfare le necessità delle attività produttive tra le più diversificate. E questo ha permesso e permette l’insediamento di molteplici comparti di attività: dal logistico, al metalmeccanico, al siderurgico, al tessile, del legno, chimico, impiantistico ed edile. Tra i punti di forza le ottime infrastrutture stradali e ferroviarie che garantiscono i collegamenti diretti con le reti stradali, autostradali e ferroviarie nazionali e internazionali. Per quanto riguarda il trasporto su rotaia, in particolare, per le decine di migliaia di carri ferroviari movimentati annualmente il raccordo ferroviario si configura come uno dei raccordi a livello nazionale più trafficati.